19 Agosto 2007

Fuck you (Articolo 31 & Paola Turci)

Lascerò tutti i miei figli ad un futuro incerto,

mangerò composta a tavola con mani giunte,

piangerò con discrezione senza dar nell’occhio,

dormirò come se fossi morta, I say, fuck you...

 

C’era una volta una promessa, una carezza,

un bilocale come una fortezza, chiamarti la mia principessa,

c’era la fretta, del taxi tuo che aspetta ma non vuoi andare

c’era una foto di noi al mare, c’era un vuoto che puoi colmare,

gelati e film da noleggiare, c’era da togliersi i vestiti e poi volare,

c’era la gelosia e tu che te ne andavi, e correre da te

e quando per magia mi chiamavi.

 

Pregherò affinché tu possa avere tutto ciò che vuoi,

soldi, macchine, e una donna al giorno,

e la possibilità di avere tutto e subito

senza aver bisogno di essere mai perdonato.

 

I say fuck you, you will never know,

what is turning in my mind fuck you, so you better watch out,

so you better watch out, out...

 

C’erano cene mondane, stare composto,

e il mio bere e fumare che volevi cambiare a ogni costo,

c’erano scene di panico senza motivo

ed il tuo essere isterica per il modo in cui vivo,

e farmi stare simpatica la tua amica più idiota,

la filosofia del tuo maestro di yoga,

poi c’era l’emicrania e i sospetti silenzi,

io al mare tu in montagna,

c’era parlare lingue differenti

 

Asseconderò ogni tua perversa inclinazione,

proverò ad interpretare ogni tuo malumore,

sarò pronta accanto a te quando verrà il momento,

quando il tempo ti restituirà quello che hai dato

 

I say fuck you, you will never know,

what is turning in my mind fuck you, so you better watch out out

 

Ma adesso metti bene a fuoco, mi vedi,

sono caduto in piedi, ci credi, - non ti cercherò –

ho tolto le foto dalle pareti e nei miei sogni segreti

- non ti vedo – e a dormire ci riesco, esco quando mi va

bevo, abbondanti sorsate di libertà,

faccio assordanti risate con gli amici al bar,

su come ero spento quando perdevo tempo, stando con quella là

- sfumi nella memoria, non ti penso mai – e ogni mentire, ogni fare soffrire

ci insegna la storia – pagherai – e so che a ogni risveglio – non ci sarai –

e so che tanto di meglio – non troverai – mai, ho due parole e una bombola spray

fuck you – per quando tornerai

 

I say fuck you, you will never know,

                               what is turning in my mind fuck you, so you better watch out, so you better watch out, out...


 
18 Luglio 2007

Vaffanculo Day

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18 Gennaio 2007

C'est la vie

E via, si comincia, le cose stanno cambiando senza che neanche me ne accorga-tempo-pause-pensieri- tutti insieme. Devo studiare no devo essere felice voglio la tipa quella ke ti vuole bene quella ke ti scrive il buongiorno con amore e la buonanotte con ancora di più. Quella che vuole sapere dove sono con chi sono cosa faccio come me la passo se sono felice se mi manca qualcosa se vuoi ke ti prendo qualcosa già ke sono qui hai voglia di andare al cinema no anke solo x un aperitivo ma lo sai ke ti voglio bene tra spritz e risate si contiene ma io invece no, voglio darti tutto me stesso xke quando amo amo veramente e ce la faccio si ce la farò a farti capire quanto 6 importante x me xke ti voglio ti desidero e nn ti lascio. Ho voglia di te di sentirti di pensarti di sapere ke mi pensi ke mi scrivi mi disegni e mi ripensi e me lo rinfacci xke io nn lo faccio nn lo do a vedere ma te nn lo sai io c tengo ma ti perdo. E mi manchi nn ti sento ti voglio nn ti manco nn c credo ieri c'eri oggi nn c6 più. Dove 6? Ti ho persa, è finita. Ti ho amata.
 
25 Ottobre 2006

Un paese sull'orlo di una crisi di nervi

Ho una strana sensazione. Avverto degli scricchiolii. Micro fratture nei muri. Leggo dei fischi alla bandiera italiana a Vicenza. Con il palco gremito dei rappresentanti della finta opposizione che sorridono senza fare una piega.
Ascolto da mesi discorsi imbarazzanti del Governo. Imbarazzanti per la loro inconsistenza. Per la loro ignoranza. E soprattutto per la mancanza di coraggio. E’ inutile personalizzare, parlare male di Prodi o di Berlusconi. E’ un’intera classe politica, dall’usciere comunale al Presidente della Camera, che si aggrappa ai suoi privilegi. In modo sempre più infantile. Plateale. Per loro noi siamo solo caramelle, gelati, pop corn. Per cambiare veramente bisogna spazzarli via. Ci vuole la ramazza popolare. La democrazia diretta e facce nuove, non queste cariatidi supponenti che passano il tempo a mettersi il fard.
Gli italiani, fino ad ora, sono stati alla finestra. Per vedere come andava a finire. Come se assistessero a un film un po’ scarso che non li riguardava. Forse il finale è arrivato. In pensione si va da morti. I risparmi di una vita, il TFR, sono espropriati. Ma anche questo ha ormai poca importanza in un Paese di precari e di senza lavoro. Di finti industriali che controllano le televisioni e i giornali. Che ci stanno spolpando da dentro, grazie al meccanismo delle concessioni. Lo Stato gli concede le frequenze radiotelevisive, l’acqua, le autostrade, la dorsale telefonica, tutto. Roba nostra, soldi loro. E tanta riconoscenza, tante donazioni per i partiti. Che così rimangono alla loro mangiatoia.
La classe politica vuole conservare i propri privilegi in un Paese che sta perdendo tutto. Gli italiani cominciano ad accorgersene. Ad avvertire odore di bruciato. E a capire che la differenza è tra noi e loro. Non tra destra e sinistra. C’è una sensazione di irrealtà in giro. Se si ascoltano Casini o Bersani sembra di essere ai tempi di Ceaucescu. Tira un’aria tra il venticinqueluglio e l’ottosettembre. Un’aria che non promette nulla di buono. Non l’avvertite anche voi?

fonte: www.beppegrillo.it
 
20 Agosto 2006

Quando le cose devono cambiare

Non voglio vedere la faccia di un immigrato mentre fa la coda alla posta della mia città per ritirare l'assegno di sussistenza pagato dai miei contributi.
Non voglio vedere un albanese che invade i giardini della mia città, li dove un tempo passavo il tempo con la mia ragazza.
Non voglio vedere un nero con la maglia dell'Italia.
Sono fiero del passato italiano, da mancata colonizzatrice. Ora vedi un negro e ti viene il dubbio che possa essere francese, o inglese.
Voglio essere padrone a casa mia.
Voglio i militari con i fucili alzati contro qualsiasi nave clandestina che si avvicine alle coste del mio paese.
Voglio fare come gli australiani. In Australia si vive bene, perchè è una terra abitata da australiani, e basta.

Gli africani: aiutateli nei loro paesi.
Gli arabi: bruciateli. Rovineranno la terra.
Gli albanesi: anche. Prima di pensare a qualcosa, hanno già pensato che è meglio fare a botte.
I serbi, i croati e in genere gli europei dell'est: bastonateli, fino a quando non diventeranno più civili.

Sono stufo dei sessanta-settanta-ottantenni politici perbenisti che vivono a braccia aperte raccogliendo merda per poi lasciarla alle generazioni future che dovranno viverci in quella merda. Sono stufo di ritrovarmi nella merda per colpa deglii altri.
Voglio essere padrone a casa mia.
 
04 Agosto 2006

In Francia per 1 mese

 

E con la maglietta di MATERAZZI addosso!

 
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